Restauro del Diario di Santa Veronica

Grazie ai fondi dell’8×1000, messi a disposizione della CEI per la custodia e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della Chiesa, il Monastero Santa Veronica Giuliani ha potuto intraprendere il restauro del Diario di Santa Veronica, custodito presso la Biblioteca monastica nella sezione dell’Archivio storico.

I diari, scritti di proprio pugno da Santa Veronica Giuliani, sono rilegati in 36 volumi dei quali 17 in cartoncino alla forma con nervi passanti e i restanti 19 in piena pergamena semirigida, anch’essi con nervi passanti. A questi si aggiunge un volume di memorie scritte da Ubaldo Antonio Cappelletti, uno dei confessori della Santa, ed il volume del “Processus recognitionis cadaveris et cordis ancillae Dei Sor Veronica de Giulianis”.

Grazie al lavoro competente e attento del Laboratorio Memorie di Carta di Stefano Mastriforti quest’anno sono stati restaurati i primi 17 volumi dei 36 totali; gli altri 19, insieme ai 2 ulteriori testi sopra citati saranno oggetto di restauro nel 2026.

Il progetto complessivo del Monastero prevede infatti la revisione e il recupero di tutti i 36 volumi, con un intervento che consenta di arrivare nel 2027, al trecentesimo anniversario della morte della Santa, con tutti i diari restaurati.

Alla fine di settembre lo Studio Memorie di Carta ha riconsegnato i primi 17 diari restaurati: dopo una accurata documentazione fotografica e l’esecuzione dei test degli inchiostri, per rilevare i valori di pH, i diari sono stati smontati e scuciti, distaccate le carte di guardia – molte delle quali contenevano l’autentica vescovile con bollo in ceralacca – le carte pulite a secco e poi attentamente trattate per via umida; si è poi proceduto con il lavaggio in acqua tiepida per immersione, con la deacidificazione, la collatura e con piccole velature di consolidamento e risarcimento delle lacune con carta giapponese.

I fascicoli ricomposti sono stati ricuciti su due nervi singoli in spago. Nel frattempo tutte le coperte in cartoncino sono state restaurate, trattate per via umida, foderate con carta giapponese e risarcite le lacune con la tecnica del “leaf casting”. Rimontate le coperte i diari sono stati condizionati all’interno di involucri protettivi in cartone micro onda acid free.

Il lavoro ha coinvolto molto i restauratori che se ne sono occupati – Stefano Mastriforti e Rita Martin, coadiuvati dal tecnico del restauro Laura Senesi, dal tirocinante collaboratore Javier Quintero e dal collaboratore Enrico Paci – e ha riservato anche interessanti sorprese, spunti per un prossimo contributo.

Prima del restauro

Dopo il restauro